Che cosa sono i rimedi spagyrici?

Al giorno d’oggi siamo abituati ad assumere prevalentemente farmaci che più o meno conosciamo, appartenenti alla medicina che va per la maggiore, definita “allopatica”. Il farmaco, prodotto di sintesi, proviene da un processo eseguito soltanto su alcune delle molecole della pianta, “estratte”chimicamente in laboratorio, senza prendere in considerazione tutta la pianta.
I nostri vecchi e i nostri avi, si sono sempre curati sin dalla notte dei tempi con le erbe assunte sotto forma di decotti, tisane e impasti.
Esistono, però, altri metodi di utilizzo e lavorazione della pianta.
La Spagiria come l’Omeopatia, usa la pianta intera senza escludere nulla, lavorandola con mezzi e tecniche appropriate.

Se sfogliamo una qualsiasi rivista di medicina alternativa o libri in tema, notiamo come si affermi nella maggior parte dei casi che la nostra medicina deve tutto alla tradizione orientale, in particolare all’Ayurveda e alla medicina cinese. Questi sistemi vengono considerati i più validi sostituti della medicina moderna. L’Occidente però ha in sé sistemi equivalenti e forse anche migliori, più confacenti alla nostra mentalità, più adatti, che ci provengono dalla nostra ricca tradizione contadina, presso cui si sono rifugiate le conoscenze dell’antica civiltà celtica. La spagyria è stata definita alchimia del mondo vegetale, in quanto parla di una trasformazione alchemica che si opera sul vegetale per esaltarne particolari virtù. La lavorazione spagyrica dei vegetali avviene con modalità particolari al fine di riportare i principi di cui sono costituiti ad uno stato di maggiore purezza. I rimedi spagyrici non inducono sintomi e di conseguenza non hanno un’azione soppressiva, ma nutrono strutture sia interne, sia fisiche, che psichiche. Somministrando il rimedio spagyrico si somministra un alimento che è stato elaborato in modo alchemico.

II termine Spagiria deriva dal greco “spao” e “agheuro” che significa letteralmente separare e ricongiungere. Il processo di ottenimento dei rimedi spagirici è basato sull’opera del medico svizzero Paracelso (1493-1541), ritenuto l’iniziatore della Spagiria. Oggi, comunque, con l’ampliamento delle conoscenze sulle fonti tradizionali  siamo in grado di affermare che la Spagiria, come l’Alchimia, ha avuto i suoi natali nell’antico Egitto. Questa è poi approdata nella Magna Grecia, intorno al 500 a.C., dando luogo alla Scola Italica, preesistente a Pitagora medesimo. Può essere considerata come un ponte fra l’omeopatia classica e la fitoterapia moderna e si distingue da queste per alcune peculiarità ben distinte.

La produzione della tintura spagirica (così viene chiamato il prodotto ottenuto) è basata su tre tappe essenziali: la fermentazione, la distillazione e l’incenerimento. In questo modo possono venir estratti gli oli essenziali (sostanze aromatiche), le sostanze minerali e gli oligoelementi propri di ciascuna pianta. Il vantaggio di queste essenze spagiriche risiede dunque nel fatto che contengono non solo delle sostanze organiche, ma anche delle materie inorganiche (sali minerali, oligoelementi).

Solitamente le tinture contengono poco alcool (10%-20%) e se il dosaggio prescritto è rispettato, non sono tossiche; sono inoffensive e senza effetti secondari conosciuti. Tramite le differenti tappe di produzione, viene utilizzata tutta la forza della pianta. Per la produzione dei rimedi spagyrici si utilizzano preferibilmente piante fresche raccolte in zone incontaminate o a basso inquinamento, come possono essere le nostre montagne. Solitamente un buon spagirista sottomette le piante ad un severo controllo di qualità prima di utilizzarle per la produzione. Questo controllo comporta, fra l’altro, un’analisi delle impurità, come la presenza di erbicidi, pesticidi e di metalli pesanti.

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