Rimedi naturali per rinforzare il sistema immunitario

L’informazione è lo strumento privilegiato che consente di adottare i comportamenti più opportuni a tutela della propria salute psico-fisica e del proprio benessere. Vogliamo ricordare che esiste la possibilità di difenderci dall’aggressione dei virus, rinforzando il nostro sistema immunitario e mantenere una buona vitalità. Più la persona è vitale, maggiore è la capacità di resistere ai virus. Per sostenere il nostro sistema immunitario, l’approccio della naturopatia può essere veramente d’aiuto. Non è però possibile adottare dei protocolli  unificati, bensì occorre prescindere sempre dall’analisi del singolo caso, utilizzando un approccio di tipo olistico, che si basa su un concetto globale di salute intesa come “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale”. Possiamo certamente sostenere il nostro sistema immunitario con rimedi spagyrici, essenze floreali, oli essenziali e funghi dalle spiccate proprietà immunostimolanti, scegliendole in base ad un buon consulto naturopatico per individuando i rimedi più opportuni. Vediamo come. 

Il sistema immunitario

Il sistema immunitario può essere visto come una protezione dell’organismo, una forma di barriera, che risponde all’attacco da parte di virus, batteri e tossine. Il sistema immunitario ha lo scopo di proteggere l’organismo dagli agenti patogeni, ma non è così semplice come si potrebbe pensare. Si tratta infatti di un sistema con una complessità tale che ancora si può dire non sia stata completamente compresa. Esistano diversi livelli di difesa: le barriere fisiche impediscono agli agenti patogeni, come batteri e virus, di entrare nell’organismo. Se un patogeno supera queste barriere, il sistema immunitario innato reagisce con una riposta immediata e generica. Quando viene elusa dall’agente patogeno anche questa barriera, interviene dunque il sistema immunitario adattativo, che adatta appunto la sua risposta adeguandola al tipo di agente patogeno riconosciuto. La risposta dell’organismo non viene perduta ma conservata sotto forma di memoria immunologica, che permette una risposta molto più veloce nel caso in cui il sistema immunitario incontri nuovamente quell’agente patogeno.

La maggior parte delle cellule che costituiscono il nostro sistema immunitario e che vengono chiamate cellule immunocompetenti si trovano nell’intestino. Queste cellule si trovano anche negli organi linfatici:  i primari, midollo osseo e timo,  sono la sede in cui i leucociti (globuli bianchi) si sviluppano e maturano, i secondari, linfonodi,  milza, adenoidi, tonsille, appendice, sono il luogo in cui l’antigene viene trattenuto così che i linfociti possano incontrarlo ed interagire con esso. 

Già Ippocrate, nel 2.500 a.C, aveva riconosciuto l’importanza dell’intestino per il benessere dell’organismo, dichiarando che “tutte le malattie cominciano nell’intestino“. L’intestino, che ha una superficie di  circa 300-400 mq, è l’area dell’organismo maggiormente sottoposta a costante stimolo antigenico (alimenti ingeriti) e contiene circa l’80% delle cellule immunitarie dell’organismo.

Per lavorare efficacemente, il sistema immunitario ha bisogno di un apporto regolare di macronutrienti, vitamine e sali minerali. Per questo l’alimentazione ha un ruolo molto importante: gli alimenti più indicati per rafforzarlo sono frutta e verdura non trattata di stagione, cereali integrali e proteine vegetali (legumi, semi oleosi e frutta secca). Gli alimenti da evitare sono lo zucchero, gli alcolici, i grassi idrogenati. Una funzione protettiva sul microbioma intestinale si ottiene grazie all’assunzione di prodotti fermentati. 

Le vitamine del gruppo B sono fondamentali per il benessere del sistema immunitario. Le troviamo in cereali integrali, legumi, semi oleosi, verdure, lievito alimentare in scaglie, germe di grano, tuorlo d’uovo, latticini e pesce. La vitamina C, anch’essa benefica sul sistema immunitario, si trova in rosa canina, peperoni crudi, kiwi, rucola, tarassaco, fragola, cavolo rosso, frutti di bosco, agrumi, nelle foglie verdi di porri e cipollotti. Il betacarotene non deve mancare nella dieta immunostimolante, lo troviamo nelle verdure verdi fresche, per esempio spinaci, rucola, cicoria, malva, ortica e gli ortaggi e nei frutti giallo-arancio come zucca, carote, melone e albicocche. La vitamina E gioca anch’essa un ruolo fondamentale per il nostro benessere, la troviamo in nocciole, pinoli, mandorle, semi di girasole, cime di rapa, olive, spinaci, basilico, albicocche essiccate, salsa di pomodoro, cereali integrali, oli vegetali. La vitamina D favorisce il fisiologico funzionamento del sistema immunitario e sostiene la regolare funzionalità muscolare. Si sottolinea la necessità di utilizzare verdure e frutta di stagione, possibilmente biologica.

Esistono poi alcune piante e alcuni adattogeni molto conosciuti e utilizzati, per esempio Rosa canina, Ribes, Uncaria, Echinace, Ginseng, Echinacea, Eleuterococco, Curcuma, Incenso, Uncaria. Sono numerosi i funghi medicinali spagyrici anti-virali ed anti-ossidanti che vengono utilizzati anche nella prevenzione, come il Coriolus ed il Fomes. In particolare, lo Shiitake è un fungo medicinale che potenzia il sistema immunitario grazie al suo contenuto di lentinano, un beta-glucano in grado di sollecitare i macrofagi, i linfociti T e le cellule Natural Killer, cioè i globuli bianchi deputati a riconoscere e a distruggere elementi potenzialmente dannosi per l’organismo. Il fungo Ganoderma (Reishi) è un fungo che nasce nel legno in decomposizione di alberi di quercia e castagno in Cina e Giappone. E’ conosciuto da tempo per le sue proprietà terapeutiche tanto da essersi guadagnato il soprannome di “fungo dell’immortalità“. Per i bambini i rimedi spagirici più utilizzati per rinforzare il sistema immunitario e prevenire i classici malanni invernali sono: Rosa canina, Ribes, Uncaria, Echinacea e Shitake.

Amche l’attività fisica ha un’azione positiva sul sistema immunitario, che si traduce in una riduzione del rischio di svariate malattie, dal cancro alla depressione. Il sistema immunitario viene influenzato solo esclusivamente dalla biochimica, ma occorre tenere conto nel livello vibrazionale-energetico che sta alla base dell’organismo umano. Vi sono delle correlazioni importanti tra i vari livelli dell’essere umano e lo sviluppo delle malattie, che sono solo l’avvertimento del corpo a un generale stato di difficoltà. Quando noi attuiamo uno stile di vita (in termini di pensieri, emozioni, alimenti, …) che il nostro livello energetico riconosce come non adatto alla vita, allora vi sarà una risposta anche biochimica che protegga il nostro organismo da ciò che ritiene non adatto alla sua sopravvivenza.

Anche la scienza sta cominciando a comprendere e spiegare la correlazione tra psiche-cervello-organi (la PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia). Per esempio è stata evidenziata la correlazione tra cervello e sistema immunitario, prima sconosciuta.

Fiori di Bach, rimedi spagyrici, meditazione, tecniche Mindfulness, yoga, Qi Gong e Tai Qi agiscono a livello mentale ed energetico producendo effetti importanti sul funzionamento del sistema immunitario. Esistono numerosi studi che, oltre a dimostrare l’efficacia di tali pratiche su svariati disturbi psicologico quali ansia, stati depressivi, attacchi di panico, nevrosi, stress e somatizzazioni, provano la loro efficace azione anche sulla regolazione del sistema immunitario.

Le avventure nel mondo, si imparano da piccoli!

E’ importante che i nostri figli, sin da piccoli, imparino a stare con i coetanei e, pur tra i nostri mille impegni, noi genitori dobbiamo far di tutto per favorire gli incontri con gli altri bambini. I bambini di oggi quando sono costretti a restare a casa e non possono vedere i loro amichetti, giocano per lo più con la playstation e il cellulare. Quando invece ero io bambina ero sempre in giro a giocare, in bici e con i miei amichetti, al parchetto, esploravamo il nostro piccolo mondo. Da lì nacque la mia passione per l’avventura ed i viaggi. I bambini, sin da piccoli, hanno la necessità di stare con gli altri: fa parte dello “statuto ontologico” dell’essere umano! Come abbiamo gambe per camminare e corde vocali per parlare, abbiamo anche bisogno di connetterci con gli altri ed entrare in sintonia con loro. Che vanno allenati proprio come le gambe o le corde vocali. E l’allenamento migliore lo offre proprio la socializzazione.
Le occasioni di incontrare gli amici sono molto importanti, altrimenti poi subentra l’abitudine di stare tra le mura domestiche, soprattutto se ci sono tanti bei giochini tecnologici che permettono di trascorrere tanto tempo. E magari anche di entrare in contatto virtuale con gli altri.
Ma non è la stessa cosa che incontrare gli amici di persona. Non è chattando con gli amici che si fa vita sociale. In una chat posso mandarti una faccina sorridente quando invece sto piangendo, perché c’è lo schermo che fa da copertura. I bambini hanno anche bisogno di guardarsi negli occhi, di capire il linguaggio verbale e non verbale ma soprattutto rispecchiarsi negli stati d’animo dell’altro. Stando insieme ad un amico il bambino può scoprire che non è l’unico a provare certe emozioni, che anche l’altro ha paure, vergogne, speranze, gioie simili alle sue. Proprio in un’età, come quella della crescita, in cui capita facilmente di sentirsi diversi, incerti e soli con il proprio mondo interiore. Poter condividere un’emozione o un problema con gli amici, significa avere l’opportunità di trovare insieme una soluzione. O, semplicemente, ridimensionarlo e non averne più paura. E sviluppare quel coraggio che da grandi ti permette di osare attraversare oceani e fare tante avventure nel mondo!!!

Un caso di bambino iperattivo

Per valutare se un bambino è affetto da un deficit di attenzione e di iperattività (ADHD), occorre sottoporlo ad una valutazione diagnostica piuttosto lunga ed articolata. In alcuni casi i bambini iperattivi sono trattati con sostanze chimiche, ma nella maggior parte dei casi si tratta di bambini solamente più vivaci della media.

E’ spesso in occasione dell’inserimento scolastico che i problemi comportamentali e relativi al cosiddetto deficit attentivo diventano più salienti. Se un bambino non riesce a concentrarsi su un compito non è detto che sia affetto da un disturbo neuropsichiatrico. Può per esempio dare importanza ad altri stimoli ambientali per lui rilevanti o sentirsi in uno stato emotivo che non gli consente di mantenere l’attenzione su un compito. Oppure ci possono essere altre cause.

Gli estratti spagyrici di camomilla, passiflora e tiglio (gemmoderivato) opportunamente combinati ai  fiori di Bach e australiani sono un ottima alternativa naturale sia per i bambini troppo vivaci che iperattivi: non hanno effetti collaterali, non creano dipendenza e si possono usare insieme a qualunque altra terapia medica o psicologica migliorandone addirittura gli effetti.

Il criterio con cui scegliere i fiori si basa sulla valutazione della singola situazione e delle caratteristiche di ciascun bambino. La floriterapia, infatti, non serve per alleviare i sintomi, ma per rimuovere la causa del problema. Come diceva Bach, “si cura la persona non la malattia“.

Ecco di seguito un caso di bambino iperattivo:

Si tratta di un bambino di 7 anni più vivace della media, che all’inizio della scuola elementare faceva fatica a mantenere l’attenzione e ad inserirsi nella classe. Quando l’ho incontrato era parecchio abbattuto perché voleva incontrarsi con un amichetto dopo la scuola ma finiva per restare sempre solo. Talvolta i bambini fanno fatica a trovare un senso di appartenenza al gruppo dei compagni di classe a causa di esperienze avvenute in tenera età, perché hanno vissuto un abbandono da parte dei genitori, come una degenza ospedaliera prolungata o l’affido del bambino in tenera età ad un nido. Lo psicologo Joachim Haarklou ad esempio sostiene che il bambino sotto i due anni non dovrebbe andare al nido o meglio che è preferibile che stia a casa perché con i genitori si sente più protetto e sicuro. Haarklou dice anche che si dovrebbe però anche fare una valutazione del bambino. Ogni bambino è diverso e c’è chi è pronto ad un anno e mezzo e chi invece non lo è prima dei 4-5 anni.

Anche questo bambino é stato portato al nido che non aveva neppure 9 mesi,  perché la mamma ignorava le conseguenze di una scelta di questo tipo. Il fiore che ho consigliato era in effetti Tall Yellow Top mescolato con un gemmoderivato di Tiglio. Dopo circa un mese di assunzione dei rimedi,  le maestre dicono alla mamma che il bambino non è  più iperattivo. E la mamma testimonia una maggiore integrazione nel gruppo degli amici.

(N.B. Lo stesso fiore l’ho consigliato anche alla madre che, originaria di Avellino, nonostante viva e lavori a Milano da diversi anni, fa fatica ad integrarsi con i milanesi. La mamma, dopo essere stata richiamata dalle maestre, era piuttosto disperata perché non sentiva di meritarsi anche questa vicenda del figlio iperattivo, che avrebbe comportato un costo economico notevole di sedute con la neuropsichiatra. Dopo circa un mese di assunzione dei rimedi le maestre hanno detto alla madre: “Non sappiamo cosa è successo e neppure vogliamo saperlo, ma ora suo figlio ha un comportamento adeguato”)

Tall Yellow Top è un fiore australiano da utilizzare quando c’è un senso di alienazione, solitudine e isolamento caratterizzato da una mancanza di connessione o di senso di appartenenza a qualsiasi cosa come la famiglia, un posto di lavoro o una realtà sociale o nazionale. Quest’essenza aiuta a riconnettere la sfera cognitiva a quella emozionale, dona la riscoperta della sensazione di appartenere a un gruppo (famiglia, amici, colleghi di lavoro, ecc), e favorisce le relazioni con gli altri. E’ una essenza da usare per lungo tempo fino a 6-8 settimane senza interruzioni e, se necessario, deve ripetersi allo stesso modo.

Tall Yellow Top si può utilizzare anche quando si tratta di bambini figli di genitori che non hanno desiderato il figlio durante la gravidanza. Utile in tutti i casi in cui vi è un senso di non appartenenza, di rifiuto da parte degli altri e nei casi in cui vi è una mancanza del senso di “casa”.

Come favorire l’autostima di tuo figlio

La dimensione comportamentale del calore è il fattore cruciale perché un figlio possa sentirsi accettato e l’accettazione rappresenta un bisogno universale. Secondo la PARTheory (Parental Acceptance-Rejection Theory) gli esseri umani hanno sviluppato, nel corso dell’evoluzione, dei bisogni emotivi che possono essere soddisfatti da persone che coprono un ruolo importante nella loro esistenza. Riprendendo la teoria dell’attaccamento, la PARTheory sottolinea l’importanza di far sperimentare al bambino, sin dall’infanzia, sensazioni di sicurezza e fiducia, che rappresentano una base sicura cui far riferimento per affrontare le diverse fasi dello sviluppo. A sua volta, ciò richiede al genitore caratteristiche di accessibilità, sensibilità e responsività.  Applicando il modello teorico e gli strumenti di valutazione di Rohner, è stato dimostrato che l’accettazione ed il rifiuto hanno un impatto diretto sullo sviluppo: coloro che sono stati accettati dai genitori hanno una salute mentale significativamente migliore di coloro che sono stati rifiutati. L’affetto genitoriale può essere mostrato sia fisicamente, con l’abbraccio, le carezze ed il conforto; sia verbalmente, attraverso le lodi, i complimenti, ma anche il tempo dedicato all’ascolto; in modo simbolico, mediante l’uso di specifici gesti culturali (come la concessione di privilegio associato ad una determinata età (ad es. organizzare un pigiama party a casa propria). Questi ed altri comportamenti contribuiscono a definire le componenti dell’accettazione genitoriale. Una prima raccomandazione a un genitore che non sia freddo o rifiutante è dunque quella di rendere percepibile il suo affetto in un qualunque modo che si sia congeniale. Il genitore deve anche porre attenzione a non inviare messaggi contraddittori. Per instaurare una comunicazione efficace è importante partire dall’ascolto, prestando attenzione alle emozioni e alle opinioni che i figli possono esprimere. Il sostegno maggiore del bambino è dato dall’essere ascoltato fino in fondo, dal sentirsi compreso e appoggiato e contenuto dalla possibilità di confrontarsi con l’adulto, quando questi ha un’opinione diversa dalla sua.

Per contro la rabbia o il risentimento, che pure possono sorgere nel genitore quando un bambino si comporta molto male, o insiste in un modo di fare sgradito, devono essere autoregolati. Ogni volta che un genitore agisce aggressivamente verso il figlio, urlando, criticandolo con violenza o peggio ancora punendolo fisicamente, il sentimento inevitabile del bambino è quello di essere rifiutato. Accanto alle risposte aggressive da parte dell’adulto, non va sottovalutato l’effetto negativo della distanza emotiva o delle reazioni di prolungato disappunto di fronte alle mancanze. Si può far riflettere il genitore sul fatto che agendo in questo modo fornisce un modello negativo, oltre a comunicare ostilità e rifiuto.

La mancanza di calore genitoriale è associata ad una bassa autostima, a una bassa competenza sociale ed a elevati problemi psicologici e comportamentali e se i bambini non percepiscono il supporto della figura materna sorgono in loro sentimenti di insicurezza e inadeguatezza.

Fiori di Bach per bambini

I fiori di Bach sono molto utilizzati per i bambini che soffrono di alterazioni emotive, a volte provocate dalla personalità, altre indotte dall’ambiente o dalle situazioni che vivono. Si tratta di rimedi efficaci e sicuri, senza creare assuefazioni o dare effetti collaterali. Ed è proprio quando si prescrivono ai bambini, o agli animali, che si può dimostrare la loro efficacia e la mancanza di effetto placebo.

I bambini sono puri ed immediati, hanno meno condizionamenti e sovrastrutture, culturali e caratteriali, e proprio per questo rispondono molto più velocemente degli adulti alla forza trasformatrice ed armonizzatrice dei fiori di Bach. Il metodo per la scelta dei rimedi consiste nell’associazione del rimedio floreale allo stato d’animo alterato del bambino. Tra i due e i quattro anni di vita, compaiono di frequente fissazioni o piccole manie riguardo ai bisogni fisiologici.  Ad esempio, c’è il bimbo che non riesce a fare la cacca senza pannolino, quello che manifesta tristezza o paura contemplando il contenuto del vasino, quello che pretende di spogliarsi completamente per paura di sporcarsi. Oppure ci sono bimbi che si ammalano puntualmente ogni volta che c’è in vista un viaggio o una vacanza, altri che vanno in crisi quando cominciano l’asilo, bimbi che hanno crisi di rabbia aggressiva quando nasce un fratellino. Comportamenti che gli adulti considerano come un capriccio o come il segno di “qualcosa che non va”, ma che sono assolutamente normale nel momento in cui attraversano le varie tappe di crescita. I suoi alti e bassi sono importanti nell’esperienza di imparare, vitali per il suo sviluppo emotivo; un’eccessiva preoccupazione da parte dei genitori può interferire con questo processo, insinuandogli il dubbio di essere in qualche modo “sbagliato”. Un buon modo per aiutare i nostri figli a superare più rapidamente e con meno ansie queste fasi è offerto dai rimedi floreali, che riescono a riequilibrare immediatamente i bambini quando il processo evolutivo sembra bloccarsi, impedendo che si depositino e si stratifichino emozioni e sentimenti negativi che possono col tempo trasformarsi in problemi.

Com’è la vita di un bambino che teme di non essere amato

 

Una delle esperienze più dolorose per un bambino è il desiderio disperato della presenza di qualcuno che invece non lo vuole, o l’amore disperato per qualcuno che invece non lo ama. Alcuni bambini continuano ostinatamente a cercare di farsi amare da qualcuno che non è in grado di farlo, magari a causa di un disturbo, di un meccanismo di difesa o di un’infanzia dolorosa. Immaginate un neonato che sollevi gli occhi per incontrare quelli della madre, ma che non riesca quasi mai a trovarli o che in essi scorga una fondamentale assenza di vita, nessuna luce, nessuna gioia nel restituire lo sguardo. Lui tende le braccia verso di lei, ma lei lo lascia andare senza reagire in alcun modo. Oppure pensate a un bambino di cinque anni che cerchi in tutti i modi di compiacere il padre regalandogli i suoi disegni, oggetti che ha trovato o qualcosa che ha fatto a scuola, ma per quanto lui si sforzi percepisce da parte del padre soltanto un senso di fastidio.

Se un bambino ha la sensazione che il proprio amore valga poco, che non venga notato o ricambiato, arriva alla conclusione di non essere degno d’amore, pensa di apparire ripugnante agli occhi della persona così importante per la sua vita. È probabile allora che inizi a credere che ci sia in lui qualcosa di sbagliato, che la sua sia soltanto avidità, un bisogno eccessivo, un’esigenza ingiustificata e sgradevole. Se il suo amore viene sempre rifiutato, cosa gli rimane da offrire al genitore? Cosa può offrire al mondo? Ha perso la sua ricchezza più importante, il suo valore. Non è più nulla. Lo psicoanalista Fairbairn parla dei bambini che amano senza essere ricambiati affermando: “Il suo […] amore per la madre, di fronte a un rifiuto da lei agito e voluto, […] è come se si riversasse in un vuoto emotivo. Questo riversare è accompagnato da un esperienza emotiva particolarmente devastante. In un bambino più grande tale esperienza implica una forte umiliazione provocata dalla valorizzazione del suo amore. A un livello profondo (o a una stadio iniziale) la sua esperienza corrisponde alla vergogna di aver mostrato così apertamente un bisogno che, poi, è stato trascurato e sminuito. In virtù di tali esperienze di umiliazione e vergogna [il bambino] si sente degradato a una condizione in cui mancava valore, riconoscimento e dignità. La percezione del suo valore è minacciata: Il suo malessere ha a che fare con il senso di inferiorità. A un livello più profondo (o a uno stadio più precoce) l’esperienza del bambino è, per modo di dire, quella di un’esplosione inefficace. […] Ovvero, un’esperienza di disintegrazione e di imminente morte psichica.” (Fairbairn,1952)

È importante aggiungere che, in ogni caso, è raro che il rifiuto da parte del genitore, o l’indifferenza emotiva, siano totali. Probabilmente la madre di tanto in tanto sorride al suo bambino, lo prende in braccio, gli racconta una storia, ma questo può essere causa di dolore anche maggiore. Il bambino continua a ricordare i momenti in cui la madre è affettuosa, a soffrire con più disperazione tutte le volte in cui lei non risponde o pare non interessi a lui, a patire lo schiaffo emotivo del fastidio che lei mostra nei suoi confronti.

 

Articolo tratto dal libro: “Aiutare i bambini che temono di non essere amati” di Margot Sunderland (ed. Erickson)

 

Un caso di bronchite e broncospasmo

Un bimbo di 3 anni soffre da fin da molto piccolo di frequenti episodi di bronchite e broncospasmo. La pediatra che lo segue prescrive farmaci per aprire i bronchi da usare con l’aereosol ed il Ventolin per gli attacchi di broncospasmo. Dato che nell’ultimo periodo gli episodi tra un attacco ed il successivo si sono intensificati, la pediatra prescrive un nuovo farmaco da prendere tutti i giorni, che però tra gli effetti collaterali ha tendenze suicide. La mamma del bimbo non se la sentiva di seguire questa nuova cura e quindi mi ha interpellata. I farmaci sono stati sostituiti da Ribes e Carpino spagyrico, con aggiunta di essenze floreali per favorire una maggiore indipendenza dalla mamma. Per circa un anno che il bimbo non ha più avuto episodi di broncospasmo ed ogni episodio di bronchite si risolve velocemente con gli stessi rimedi presi più volte al giorno. Successivamente la mamma dichiara che il bambino ora di 4 anni non prende più i rimedi per la bronchite ed il broncospasmo essendo guarito da questa malattia.

Sulle malattie alle vie respiratorie così scrive Claudia Rainville:

“I polmoni sono l’organo principale della respirazione. In essi si attua lo scambio fondamentale di ossigeno e anidride carbonica senza il quale non potremmo vivere. Ciò avviene in minuscole sacche (ne abbiamo circa 300 milioni) chiamati «alveoli polmonari». Questi alveoli sono enormemente irrorati da piccolissimi vasi, i «capillari», che permettono al sangue (globuli rossi) di rilasciare l’anidride carbonica che contiene e di riempirsi di ossigeno per alimentare tutte le cellule. La membrana di questi alveoli è talmente sottile da permettere questo scambio. Se questa membrana venisse estesa, si otterrebbe una superficie di parecchie centinaia di metri quadrati.
Vi lascio supporre la fragilità di questo tessuto e i danni provocati dall’aria inquinata che respiriamo, ma anche quelli provocati da noi stessi, in particolare dal tabagismo.
I polmoni sono inoltre il solo orifizio naturale costantemente aperto verso l’esterno e che deve in continuazione essere in grado di difendersi e difenderci. Esiste tutto un sistema che svolge questo ruolo. Passando attraverso il naso, l’aria si riscalda, viene in parte filtrata dai peli e umidificata dal muco che imprigiona certe polveri, prima di penetrare nei bronchi dove il muco trattiene le polveri rimanenti, che vengono espulse dalla tosse o da piccole ciglia vibratili che le fanno risalire. Possiamo constatare fino a che punto questo sistema di protezione e di difesa sia elaborato.
Un ultimo fatto molto interessante merita di essere segnalato. La respirazione è la sola funzione organica automatica (inconscia e involontaria), ossia controllata dal sistema nervoso autonomo, sulla quale tuttavia possiamo intervenire volontariamente, vale a dire facendo leva sul sistema nervoso centrale. Questo ci consente di afferrare meglio la ragione dell’efficacia delle tecniche respiratorie di rilassamento, in quanto ci permettono infatti di giungere a «calmare il sistema nervoso autonomo» e, conseguentemente, di rilasciare le tensioni inconsce.
Le atmosfere pesanti, «soffocanti», gli ambienti dove non ci si sente a proprio agio, sollecitano enormemente le energie del polmone. I disturbi o le malattie del sistema polmonare (naso, gola, bronchi, eccetera) ci parlano quindi di situazioni o di persone che ci mettono a disagio senza per questo aggredirci direttamente. Sono tante le persone che durante il consulto mi riferiscono «ho l’impressione di soffocare in questa società» oppure «mi manca l’aria in questa famiglia».
Chi mi fece quest’ultima osservazione era un asmatico, che giunse rapidamente a comprendere chi «gli succhiava l’aria» nella sua famiglia.
Le eccessive angosce materne, le atmosfere familiari pesanti si traducono sovente nei bambini in fragilità polmonari che, se vengono «curate» troppo efficacemente o se appaiono insufficienti al bambino, possono trasformarsi in allergie respiratorie o cutanee. Egli si «difenderà» allora reagendo, talvolta violentemente. Asma, eczemi, angine purulente sono «grida» indicanti che ciò che accade tutt’intorno al bambino non lo soddisfa, che vive la situazione come un’aggressione e che ha bisogno di protezione (amore e presenza), ma non di essere soffocato.

Un ultimo significato che può essere associato ai problemi polmonari è quello della tristezza, della malinconia, del dispiacere, della solitudine. L’energia del polmone è incaricata di questi sentimenti che, quando diventano eccessivi, la esauriscono. L’eccesso o il fatto di rimuginare la tristezza per serbare il ricordo di qualcosa o di qualcuno possono manifestarsi attraverso una fragilità dei polmoni.”

Asilo “Bambini come fiori”

 “Bambini come fiori” è anche il progetto per un nuovo asilo che nasce sulla base dei principi ispiratori dell’associazione omonima, grazie alla collaborazione di un’educatrice ambientale e di una naturopata.

L’idea educativa nasce dalla consapevolezza che per crescere bambini sani e felici occorre soddisfare i seguenti requisiti:

  • offrire ai bambini la possibilità di un’esperienza quotidiana a stretto contatto con la natura, poiché questo è l’ambiente di vita e di crescita migliore e più salutare per tutti i bambini.
    L’ambiente naturale, infatti, offre la possibilità di stimolare il loro senso di avventura e la loro fantasia, permettendo un apprendimento per esperienza diretta.
  • Una naturopata sarà presente all’interno della scuola materna un giorno alla settimana, per osservare il comportamento dei bambini e sempre disponibile per colloqui individuali con i genitori. Inoltre svolgerà la sua attività professionale mediante consulenze specialistiche per i bambini ed i loro genitori, fornendo suggerimenti sullo stile di vita e sulla scelta degli alimenti, di sostante naturali, di prodotti e integratori alimentari, fiori di Bach, ecc… Questo perché sappiamo quanto i condizionamenti emotivi, affettivi e sociali, vissuti nei primi anni di vita, incidano profondamente e forse irreversibilmente sul futuro dei propri figli.
  • Verranno realizzati laboratori creativi con l’uso di materiali naturali e con esperti naturalisti, che ci aiuteranno a conoscere le piante e gli animali attraverso laboratori, giochi liberi, passeggiate ed esplorazioni.

Per informazioni telefonare al n. 329.2265112

Malattia e salute secondo il dottor Edward Bach

Per far comprendere il concetto di malattia il dottor Edward Bach, il pioniere della floriterapia, nei suoi libri (“Guarisci te stesso” e “Libera te stesso”) scrive:  “Noi sappiamo che la malattia è, nel corpo, l’estrema conseguenza di un lungo profondo agire di forze misteriose. Il successo della terapia materiale è solo apparente e il sollievo provvisorio, se non è stata rimossa la vera causa…(…)… Ogni sforzo indirizzato al corpo non può fare altro che riparare il danno in maniera superficiale. Perciò non lo cura, per il fatto che la causa è sempre operante e prima o poi rivela la sua presenza sotto altra forma…(…)… La malattia è, nella sua vera essenza, il risultato di un conflitto fra Spirito e Mente, e perciò non può essere sconfitta se non con uno sforzo spirituale e mentale….(…)… La malattia non è un errore né una punizione, ma solamente un correttivo, uno strumento di cui l’Io Superiore si serve per richiamare la nostra attenzione sui nostri errori, per metterci in guardia di fronte a errori maggiori e per riportarci sulla via della verità e della luce, dalla quale non avremmo mai dovuto allontanarci.”

La malattia, dunque, è la disarmonia che si genera tra l’Io Superiore e la personalità. Disarmonia che è ben spiegata nel racconto con cui apre il suo libro “Libera te stesso”:

“Una ragazzina decide di dipingere un quadro con una casa, per il compleanno della madre. Nella sua mente il quadro è già finito, sa come realizzarlo nel più piccolo dettaglio, occorre soltanto riportarlo sulla carta. Prende la scatola con i colori, il pennello e, piena di entusiasmo e felicità, si mette al lavoro.
Tutta la sua attenzione e il suo interesse sono concentrati su ciò che fa, niente può distrarla. Finisce il quadro per tempo…ogni sua pennellata è stata fatta per amore..anche se la casa dipinta dovesse sembrare una baracca, è comunque la casa più perfetta mai realizzata in un quadro. E’ un successo, perché la piccola artista ha messo tutto il suo cuore e la sua anima, tutto il suo essere nel farlo.”

Ha realizzato il quadro in completa libertà, ascoltando semplicemente il suo cuore, ma se “ipotizziamo che, mentre la ragazzina sta dipingendo felicemente, arrivi qualcuno che le dica: “Perché non metti la finestra qui e la porta lì, e poi il sentiero del giardino dovrebbe andare così..”. Il risultato sarà che la bambina perderà ogni interesse rispetto al dipinto; anche se dovesse continuare, non farà altro che riportare sulla carta le idee di un’altra persona. Potrà irritarsi, impaurirsi, sentirsi infelice, rifiutare i suggerimenti, cominciare a odiare il quadro e strapparlo..ma anche se lo terminasse, sarebbe un fallimento”.
Questo quadro non sarebbe più la realizzazione del sentimento d’amore della piccola perché le continue interferenze ne hanno limitato la libertà di espressione. Questa è la malattia, la reazione a qualcosa che ha deviato, ha interferito, ha ostacolato il progetto della nostra esistenza e che inevitabilmente genera stati d’animo come rabbia, paura, instabilità, dubbio, dolore, e che indicano l’infelicità nel vivere e di cui non comprendiamo le cause, anzi le attribuiamo molto spesso a qualcosa che è esterno da noi.

Le intuizioni di Bach sono anche in linea con le più recenti ricerche dell’Università dell’Indiana che ha stabilito che essere sinceri fa bene alla salute. La ricerca, guidata dalla psicologa Anita Kelly, è stata condotta su circa un centinaio di volontari, divisi in due gruppi: a metà di loro è stato detto di evitare di dire bugie nel corso della giornata, mentre al gruppo di controllo non è stato detto nulla di particolare. I partecipanti si presentavano una volta alla settimana ad una visita medica, nella quale venivano rilevate le loro condizioni generali di salute. Nel frattempo venivano anche sottoposti ad un test con la “macchina della verità”, per verificare quante volte avessero mentito, e su che cosa di preciso, nel corso della settimana.
Ciò che è emerso chiaramente è un’associazione inversamente proporzionale fra il numero di bugie e il livello di salute di chi le pronunciava. Quando le bugie aumentavano, diminuiva il benessere complessivo del soggetto. Stando all’analisi presentata nel corso dell’ultima conferenza dell’American Psychological Society, chi si attiene alla verità migliora la propria salute fisica e psicologica. Chi dice bugie impegna il cervello a un lavoro supplementare che si traduce in stress e nell’abbassamento del sistema immunitario. Così si diventa più esposti a piccoli malesseri come mal di testa, raffreddori e mal di gola, ma si corre anche il rischio di cadere in depressione. Meglio dire la verità, dunque, anche quando ci si nasconde dietro alle bugie a fin di bene, contraddizione in termini inventata dai mentitori patologici.
Linda Stroh, professore emerito di comportamento organizzativo alla Loyola University di Chicago, commenta: “sapere di poter dire la verità abbatte i livelli di stress, mentre vivere un conflitto interiore che porta alla menzogna aggiunge un carico pesante di tensione alla vita quotidiana”.

Un caso di bullismo

Questo è il caso di un bambino di quarta elementare che era vittima di continui e reiterati episodi di bullismo e aggressioni fisiche da parte di un compagno di classe al punto da non voler più andare a scuola. Era molto nervoso e si mordeva spesso le labbra.

Ho consigliato alla mamma di proporre al bambino un corso di arti marziali e di somministrare al bambino la Camomilla spagyrica (Alkaest) con aggiunta di essenze floreali per il tema della paura ed il fiore australiano Southern Cross ed il bambino ha recuperato serenità e la voglia di tornare a scuola in breve tempo. Da allora non è più stato vittima di episodi di bullismo ed ha smesso di mordersi il labbro.

Southern Cross è il rimedio per le persone che pensano di non essere responsabili della creazione della propria realtà e tendono a biasimare gli altri, ma mai se stessi. E quindi tendono ad attribuire la causa  delle loro disgrazie ­a gli altri o a situazioni esterne. Spesso si sentono vittime delle circostanze e chiedono in modo costante un aiuto eccessivo. Si mostrano spesso immature, irresponsabili e negligenti. Fanno una gran fatica a guardare dentro se stesse. Questo li porta ad incolpare agli altri di interferire nella propria felicità. Sono ipercritiche e pessimiste. Invidiano i successi e le ricchezze altrui.

Le persone Southern Cross sono sempre in sofferenza, soffrono, si autoflagellano, reagiscono dolorosamente a molte cose che accadono. Per chi si identifica nel ruolo della vittima e ha la sensazione che la vita sia stata molto dura e ingiusta con loro. Una frase che ripetono spesso è: “Non è giusto!”.

Perché una persona soffre?
La risposta è semplice: vuole soffrire, e troverà sempre una ragione per farlo…
Ma perché questa persona vuole soffrire?
Bisogna sviscerare il concetto della “zona di comfort”. La parola “comfort” confonde: significa comodità, qualcosa di piacevole. Mentre il concetto “la zona di comfort” significa qualcos’altro, una situazione per te abituale, dove sai cosa fare; significa il mondo virtuale che tu hai creato, la tua rete informatica, le tue abitudini, i tuoi comportamenti.
Nella zona di comfort non dobbiamo sentirci necessariamente comodi, spesso è il contrario, ma sappiamo come muoverci.
Quando una persona cresce in una famiglia difficile, pressata dai genitori, quando sin dall’infanzia sente il disamore e subisce le ingiustizie, i percorsi neuronali che il suo cervello ha creato in quell’età prevedono la sofferenza e le preoccupazioni diventano normali. Soffrire è una sua abitudine. Sta “bene” quando sta male, e non perché sta realmente bene, ma perché è abituato s vivere così. E’ la sua zona di comfort.
Così troverà sempre un modo per soffrire. Ed eviterà delle situazioni nelle quali potrebbe sentirsi veramente bene.
Dello stare bene non sa cosa farne, non è abituata a stare così e anzi cresce la sua angoscia per il sospetto che da un momento all’altro potrebbe accadere qualcosa di brutto, di sconosciuto, una disgrazia imprevista.
Per evitare che succeda qualcosa di brutto ma sconosciuto, occorre che accada il brutto abituale, un vecchio meccanismo ben avviato e ben oliato, dove sai come comportarti, come sentirti.
Questa persona può ricordare le offese subite nell’infanzia e può anche chiedere di lasciare andare il passato, ma in realtà non vuole lasciarlo andare, perché è un importante fattore che le permette di stare nella sua zona di comfort.
E organizza la sua vita in un certo modo.
Da adulto, leggerà e studierà di tutto per non dover soffrire, ma si sceglierà uno o più lavori scomodi e mal pagati che non le porteranno nessun piacere né benessere materiale, ma le permetteranno di mantenere l’abituale stato emozionale.
Si troverà un partner “generatore di sofferenza”, per restare ancora nella zona di comfort. I partner che non si adattano a questa immagine non le interessano, non sa cosa farsene, sono dei deboli perché “solo la sofferenza forma e seleziona i duri, i vincitori”.
E così, può dedicarsi all’autoflagellazione attaccandosi a qualcosa di poco conto, tuffandosi nei vecchi ricordi, piangersi addosso, trovare i colpevoli della sua sofferenza… sempre nella zona di comfort.
Dovrebbero conoscere bene e capire questo meccanismo, imparare a uscirne invece che controllarlo perché purtroppo, tutte quelle cose alle quali aspira la loro coscienza: una bella relazione, un bel lavoro, la calma interiore… tutte quelle cose si trovano al di fuori della “zona di comfort.”